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mercoledì 1 aprile 2009

Al fondatore dei legionari di Cristo gli piaceva la gnocca (e forse non solo quella)


La Santa Sede ha disposto un'ispezione sui Legionari di Cristo. La congregazione è nella bufera dopo la rivelazione che il suo fondatore Marcial Maciel Degollado aveva un'amante fissa e una figlia, oggi ventenne. Lo stesso Degollado, morto nel 2008, era già stato accusato di pedofilia.
(continua)



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mercoledì 25 febbraio 2009

Papà, come ti definiresti?


P.- Cosa hai fatto oggi a scuola?
T.- Niente...
P.- Come niente? Proprio una scuola stimolante..
T.- Papà, tu come ti definiresti?
P.- Ma che domanda è? In che senso?
T.- Se dovessi definirti, con una sola parola, quale useresti?
P.- Uhm...fammi pensare...(lunga pausa)
T.- E allora?
P.- Non è facile...
T.- Te lo dico io, tu sei curioso!
P.- Solo perchè ti chiedo che cosa hai fatto a scuola?
T.- Ma tu mi chiedi tutto, che ho fatto, con chi ho giocato, chi sono i miei migliori amici, cosa ho mangiato, cosa mi hanno chiesto le maestre, e me lo chiedi quasi tutti i giorni. Anzi, sembrano ossessioni più che curiosità...

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venerdì 20 febbraio 2009

Compagni di scuola rumeni e il terrorismo psicologico



Mio figlio ha due compagni di classe rumeni. Uno di loro, qualche tempo fa venne a casa nostra. Un bambino brillante e simpatico. Era entusiasta, aveva voluto che gli promettessimo che avremmo ricambiato la visita. Infatti, qualche settimana dopo, la mattina, a scuola, i bambini si misero d'accordo tra di loro, per il pomeriggio stesso. All'uscita c'era il padre ad aspettarlo, parlammo della decisione e decidemmo sull'orario in cui sarei andato a riprenderlo. Salutai e feci il pezzo di strada a piedi che mi portava alla macchina. Incontrai la mamma di un'altra compagna di scuola, con la quale scambio qualche frase veloce ogni tanto. Vedendomi da solo mi chiede di mio figlio. Le dico che è andato a casa di G., direttamente da scuola, con il papà.
Sgrana un po' gli occhi, mi fa: "Ah, e com'è suo papà, è uno tranquillo? Ci si può fidare?...Non è per mancanza di fiducia, ma di questi tempi..."

martedì 17 febbraio 2009

Milano. Ora di religione in tutte le scuole. Il Comune assume senza concorso 46 educatrici segnalate dalla Curia.


Ora di religione in tutte le scuole, a Milano, dalle materne fino alle superiori. E per convincere gli alunni stranieri, una lettera della curia tradotta in sei lingue che consiglia ai ragazzi di seguire la lezione di fede cattolica per integrarsi meglio. Il Comune ha siglato un accordo con la diocesi per garantire l’insegnamento di religione in tutte le 175 scuole dell’infanzia, a tutti i 23mila iscritti.
L'articolo continua qui

(nella foto Tiziana Majolo)



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sabato 14 febbraio 2009

Papà, quante visite hai nel blog?

T - Papà, Quante visite hai nel tuo blog?
P - Mah, dipende, non so di preciso, oggi per esempio, un po' più di 250...
T - Così poche?
P - Come poche? Non direi. A me sembrano tante...
T - Tante? Papà, guarda che in Italia siamo quasi in 60 milioni...



venerdì 30 gennaio 2009

Papà, che vuol dire ergastolo?

In questi giorni, la tv pullula di forcaioli. Molta gente viene solleticata negli istinti meno nobili da alcuni fatti di cronaca che diventano, ipocritamente, occasione di spettacolo televisivo. Si fa a gara a chi mostra, nelle discussioni, e anche in giro nei blog, più inflessibilità e pugno duro.
I bambini sono diversi, più ingenui, forse più giusti. Questo dialogo mi ha messo dei tarli.
Capita qualche volta che, con il pargolo, guardiamo il telegiornale, all'ora di pranzo. Qualche giorno fa, davano la notizia di Olindo, quello della strage di Erba. Aveva malmenato un agente di custodia. Nel servizio veniva ricordato che sta scontando la pena dell'ergastolo:
T - Papà, che vuol dire ergastolo?
P - Che deve stare in carcere per sempre...
T - Per sempre? Mannò...povero...
P - Macchè povero, guarda che ha ucciso delle persone, in fondo non è una cosa sbagliatissima. Paga per quello che ha fatto.
T - Sì ho capito, ma per sempre vuol dire che morirà in carcere, non è giusto...
P - La legge è crudele, ma molti uomini spesso lo sono di più...
T - Ma la legge chi la fa?
P - Gli uomini...
T - Ecco perchè...



sabato 24 gennaio 2009

Papà, che cos'è un'orgia?

Ieri sera guardavo Zelig con mio figlio. E' un appuntamento fisso il nostro. Il Sabato non va scuola e il Venerdì può stare sveglio un po' di più. Ad entrambi piace molto il Mago Forest, che, ad un certo punto del suo intervento comico, fa più o meno questa battuta: "Pensate, per venire a Zelig questa sera, ho lasciato un'orgia, proprio nel momento migliore". Mi scappa una sonora risata.
T - Papà, non l'ho capita, che cos'è un'orgia?
P - Cosa?...Uhm...boh... mmm...non so...
T - E allora perchè hai riso?
P - Lo sai che lui mi fa ridere sempre, qualsiasi cosa dica...
T - Uhm...lo vado a chiedere alla mamma...
Un minuto dopo...
P - Allora? Che ti ha detto?
T - Dice che è una festa un po' incasinata...
P - Infatti...

Ah le mamme, a volte sono davvero impagabili...



sabato 10 gennaio 2009

Lasciami sognare!


T.- Papà, stavo facendo un sogno ad occhi aperti...
P. - Cioè...
T. - Erano sparite tutte le persone, eravamo rimasti solo noi, le cose e gli animali, e così potevamo andare in giro a fare quello che volevamo...
P.- Che tristezza...e cosa fai se non c'è nessuno in giro...
T. - Andavo nelle gelaterie e mi mangiavo tutto il gelato che volevo...
P. - Eh... ma poi il gelato finisce, non dura mica per sempre...
T. - Vabbeh... si va nelle creperie, a mangiare crepes alla nutella a tutto spiano...
P.- Ho capito...hai fame...
T. - ...e poi si potrebbe andare al bowling e giocare tutto al giorno ai videogiochi...
P. - A parte che fa malissimo, ma prima o poi staccano la corrente dappertutto se non c'è nessuno che la paghi...
T. - Ma sono spariti anche quelli che staccano la corrente...
P. - Guarda che la corrente finisce da sola se non ci sono persone che lavorano per produrla, quindi...
T. - Papà, guarda che era un sogno...



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lunedì 3 novembre 2008

Una bella sorpresa

Questo fine settimana sono andato a trovare i miei, a Milano, con mio figlio, in treno. Ci si mette un po’ di più , rispetto alla macchina, ma lui adora il treno e vede la cosa come una piccola avventura.

La prima stazione è quella del nostro paese. Non ha la biglietteria. Bisogna prenderli in un bar lì vicino, ma li hanno solo per il tragitto fino a Treviso. Le macchinette obliteratrici sono fuori uso da tempo immemore. Non tutto è perfetto in questo ricco nord-est. Un elegante signore arabo, con una folta barba bianca, in un italiano assai incerto, ci dice che il biglietto lo si deve far vedere in treno, al conducente, prima che questi te lo chieda, altrimenti scatta la multa. Poi comincia un fervorino, rivolgendosi a mio figlio: “ Se tu obbedire a mama e a papa , Allah è contento. Se mama dice A, tu fare A, se papa dice B, tu fare B, e Allah è contento, perché mama e papa ama te, e dice bene per te, e Allah è contento." Ripete queste frasi 3-4 volte. Lo ferma solo l’altoparlante e l'annuncio del treno. Tra me e me penso con soddisfazione che questa scena non ci è apparsa per nulla strana.

Arriviamo a Treviso, abbiamo 15 minuti di tempo per il biglietto. C’è una discreta fila, che per fortuna sembra scorrere veloce. Fino al nostro turno, ovvio. Ci avviciniamo al vetro. Dietro c’è una signora over 50, fresca di parrucchiere, con parecchi anelli simil oro, quasi uno per ogni dito. Ignorandoci, comincia a interagire con il collega accanto, batte i tasti del computer in cerca di un treno speciale, di orari, coincidenze, di costi. Scorrono un paio di minuti, divento ansioso e nervoso, tanto che biascico un bestemmione, che amplificato dal microfono arriva dritto dritto dall’altra parte, La signora capisce e si blocca all’istante. Con uno sguardo severo mi fa: ” Mi dica!”

A volte servono proprio le buone maniere, evviva.

Ho ancora qualche minuto, vedo l’edicola quasi vuota, credo di riuscire a prendere il giornale e la classica raccolta Walt Disney per il pargolo. Di solito compro la Repubblica o il Corriere, stavolta l’occhio mi cade su l’Unità. Non la compro da 7-8 anni. C’è il nuovo formato, sono curioso di vedere com'è e la prendo.

In treno ci mettiamo comodi, ci immergiamo nella lettura e ad un certo punto a pag.35 nella rubrica Forum trovo questo:






Strabuzzo gli occhi, faccio fatica a crederci, certo non sono i numeri di una schedina dell'enalotto miliardaria, anche perchè non gioco mai, ma la cosa mi da una bella sensazione. Si sono accorti del mio blog, incredibile. Vabbeh hanno scritto Pellerossa invece di Pellescura, macchisenefrega. A caval donato non si guarda in bocca. Poi è l'Unità, saranno fissati ancora con il rosso, che ne so.
Insomma lo rileggo un po' di volte e poi passo il giornale a mio figlio. Lui legge, fa un sorriso, mi guarda (è uno che non da mai troppe soddisfazioni) e mi chiede: "Ma che giornale è? .
"Gli rispondo: "L'Unità". E lui, un po' scettico, chiude il giornale, guarda la prima pagina e mi dice: "Certo se era il Corriere della Sera...".
E allora oggi volete farmi incazzare proprio!


mercoledì 24 settembre 2008

Educhescional ciannel

















Successo ieri.


Vado in farmacia accompagnato da mio figlio. Sta mangiando un gelato, per cui non entra con me, aspetta fuori. In attesa del mio turno, sono un po' nervoso perchè davanti a me c' è una signora che sembra stia chiedendo un consulto. Sento che mi chiama: "Papà, papà...vieni un attimo!" e con la mano mi fa segno di andare da lui. "Cosa c'è?" rispondo, ed esco fuori. Appena mi avvicino, mi indica, col dito, la macchinetta automatica erogatrice di preservativi, e mi fa: " Cosa sono questi?" . Catapultato improvvisamente su un argomento imbarazzante, balbetto: "Ehm...aspetta un attimo che sono in fila e ora tocca a me!". Non era vero, ovvio. la signora è al bancone da un sacco di tempo e non sembra abbia l'intenzione di andarsene presto. Mi rigiro verso l'interno della farmacia con finta indifferenza , rientro e riprendo il mio posto. Tra me e me penso: "E ora che gli dico? ".Mi sforzo di trovare una formula un po' naturale, un po' scientifica, anche un po' divertente per alleggerire la spiegazione, ma non mi viene nulla. Per un attimo penso di chiedere alla farmacista, magari qualche bambino ha avuto la stessa curiosità e mi faccio dire come ne è uscita. No, dai, troppo ridicolo. Mentre mi faccio tutte queste paranoie, arriva un suo compagno di scuola che passa per caso in zona. Si mettono a parlare delle loro cose. I bambini per fortuna si distraggono presto. Quando esco dalla farmacia, lo salutiamo e andiamo via. Lui si dimentica della domanda e io faccio finta di nulla. La prossima volta però dovrò avere una spiegazione chiara e tempestiva, non sempre arriva l'aiuto dell'ultimo minuto. Boh...ma forse potevo già dirglielo ora, in fondo che c'è di male....

martedì 16 settembre 2008

Gentilini e il matrimonio "civile"

- Ciao...come stai?
- Bene e tu?
- Me la cavicchio...
- Ti ricordi di G......? Lo sai che si è sposato?
- Era ora, è stato fidanzato per 20 anni :-)
- Già...sono stato al matrimonio... sai che non si è sposato in chiesa, ha fatto quello civile...
- Ah...no, non lo sapevo...
- Bella cerimonia comunque...l'ha fatta a Palazzo Rinaldi, a Treviso, nella sala degli affreschi...
- Certo, sapendo quello che l'aspetta dopo, almeno la cerimonia...
- Non puoi immaginare chi ha celebrato il matrimonio...
- Ma dai...non mi dire...
- Sì. lui...lo sceriffo, Gentilini...
- Che culo...li invidio proprio...
- Sei sempre il solito...Guarda che è stato simpatico, forse ha un po' rubato la scena, ma erano tutti contenti...
- Contenti loro...
- Quando non leggeva parlava in dialetto veneto e faceva battute...hai presente...
- Ho presente, ho presente...un fine umorista... sarà stato un matrimonio davvero indimenticabile...
- Alla fine ha chiesto se c'era qualcuno che voleva farsi la foto con lui ...era disponibilissimo. Ed è passato tra le signore , dando baci a tutte e facendosi fotografare. Ha pure fatto degli autografi...
- Ellosò, è popolare...al raduno della lega prende più applausi lui di Bossi...
- Poi scherzando, rivolgendosi agli uomini, diceva: "A voialtri tosati non vi do mia il baso eh?...ve strinse solo la man..." e tutti a ridere...
- Uno spasso insomma..chissà che contenti gli sposi che non se li filava nessuno...
- No...no...anche loro sembravano divertiti...anche se alla fine se ne è uscito con un discorso un po' infelice...
- Che ha detto?
- Si è messo a fare...una specie di comizio, "che la città è pulita, che ci vuole il pugno di ferro...", poi ancora, "fate tanti figli... ma di razza piave, mi raccomando, a scuola abbiamo bisogno di bambini di razza piave...ormai sono tutti di razza diversa dalla nostra..."...cose così...
- E te pareva...non ha saputo trattenersi...che becero...
- Ma non ti ho detto la cosa più triste...
- Dimmela...
- In sala c'erano dei bambini di colore...adottati da alcuni parenti degli sposi...
- Azz...e nessuno ha detto niente?
- Ci mancava solo la polemica e davvero gli rovinavamo il matrimonio...
- Ah...perchè così invece è stato bellissimo...

mercoledì 23 luglio 2008

Ricordo della gita in montagna


Questa settimana sono andato al "dire, fare, giocare", un grest dove ci sono anche alcuni bambini bielorussi venuti in Italia per disintossicarsi dal cesio di Chernobyl, tra i quali Ilya che ogni estate è ospite per due mesi a casa mia. Mercoledì siamo andati in montagna, a Falcade. Siamo partiti alle 7,25 con il pullman e alle 10,30 siamo arrivati. Abbiamo camminato per quasi due ore.
Appena siamo arrivati al rifugio "Bottari" mi sono sdraiato per terra stremato. i miei genitori sono arrivati un po' dopo perchè sono venuti in macchina un po' più tardi. Dopo aver giocato un po' con l'altalena siamo andati a mangiare la pastasciutta con il ragù, anche se io me la sono fatta dare in bianco perchè mi piace di più.


Ho conosciuto anche una ragazzina che si chiama Vilma. Ci siamo divertiti molto. Al ritorno abbiamo ancora camminato tanto. Arrivati al pullman eravamo stanchi ma contenti. Durante il viaggio di ritorno abbiamo fatto una lotteria e ho vinto due peluche: un cagnolone bianco e nero con il naso arancione e un maiale con le corna.



Ad un certo punto del viaggio ho fatto fermare l'autobus perchè stavo per vomitare e sono salito in macchina con i miei. C'era anche Ilya con loro, lui il viaggio in pullman non l'ha fatto, soffre anche lui e non ha voluto rischiare. All'arrivo in città ci siamo fermati al parcheggio della coop per salutare tutti.
E' stata una giornata stancante ma molto divertente.

Tommaso