ANTOLOGIA DI UN PAESE DEGRADATO

dalla politica del dire o del fare, alla politica del ridere

lunedì 31 maggio 2010

6

Boat people

giovedì 27 maggio 2010

8

Italiani a confronto

mercoledì 19 maggio 2010

6

Michele, mi ero tenuto libero per la rivoluzione...


michele, mi ero tenuto libero per la rivoluzione,

ma mi hanno detto che non se ne fa più niente. ma siamo sicuri? lo vorrei sapere perché così mi organizzo, e se non si fa più la rivoluzione magari mi rimetto a vivere, a camminare per strada senza sperare che tutti quelli che leggono libero muoiano stecchiti o gli esploda il cervello solo grazie alla forza del pensiero. michele, dove cazzo sei finito? si può sapere? no perché noi ti stavamo aspettando, stavamo organizzando qualcosa di meraviglioso,stavamo preparando le nostre anime infuocate alla rivoluzione, finalmente. basta ipocrisia, basta vocazione maggioritaria, scendere nelle piazze, arrampicarsi sui monumenti, gridare a questo paese che è finita, che siamo tornati un paese libero. michele, noi eravamo pronti. c’avevamo gli striscioni, c’avevamo le bandiere, c’era pure il link pervedere la trasmissione in streaming. c’era marco, c’era quello che fa i disegni, c’erano tutte le ragazze della redazione pronte a combattere. cos’è questa storia che te ne vai? così, senza neppure farti minacciare, senza neppure farci scendere in piazza per difendere la libertà di stampa? come dici michele? nuove strade? produzione? michele, ma ti sei rincoglionito? noi eravamo pronti a mettere a ferro e fuoco questo paese e tu fai le docufiction con tony sperandeo?

mi ero tenuto libero per la rivoluzione

domenica 16 maggio 2010

2

Freudianamente

martedì 11 maggio 2010

sabato 8 maggio 2010

3

Noi ci dobbiamo ribellare, prima che sia troppo tardi, prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!


Peppino: Sei andato a scuola, sai contare?
Giovanni: Come contare?
Peppino: «Come contare»? Uno, due, tre, quattro. Sai contare?
Giovanni: Sì, so contare.
Peppino: E sai camminare?
Giovanni: So camminare.
Peppino: E contare e camminare, insieme, lo sai fare?
Giovanni: Sì, penso di sì…
Peppino: Allora forza. Conta e cammina. Dai. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto…
Giovanni: Dove stiamo andando?
Peppino: Forza, conta e cammina! […] ottantanove, novanta, novantuno, novantadue…
Giovanni: Peppino…
Peppino: …novantatré, novantaquattro, novantacinque, novantasei, novantasette, novantotto, novantanove e cento! Lo sai chi c’abita qua?
Giovanni: Ammuninne!
Peppino: Ah, u’zu Tanu c’abita qua! Cento passi ci sono da casa nostra, cento passi! Vivi nella stessa strada, prendi il caffè nello stesso bar, alla fine ti sembrano come te! «Salutiamo zu’ Tanu!» «I miei ossequi, Peppino! I miei ossequi, Giovanni!». E invece sono loro i padroni di Cinisi! E mio padre, Luigi Impastato, gli lecca il culo come tutti gli altri! Non è antico, è solo un mafioso, uno dei tanti!
Giovanni: È nostro padre.
Peppino: Mio padre, la mia famiglia, il mio paese… io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare, prima che sia troppo tardi, prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!

mercoledì 5 maggio 2010

6

Un uomo aveva tre care amiche ma non sapeva quale sposare.

Un uomo aveva tre care amiche ma non sapeva quale sposare.
Allora, decise di fare un test, per vedere quale fosse la più adatta a diventare sua moglie.
Prelevò 15.000 euro dalla sua banca, ne diede 5000 à ciascuna dicendole:
- Spendili come vuoi.

La prima andò a fare shopping, acquistò vestiti per sé, scarpe, gioielli, andò dal parrucchiere, dall'estetista etc.
Di ritorno dall'uomo, gli disse:
- Ho speso tutti i tuoi soldi per essere più bella per te, per piacerti: Tutto ciò, perché ti amo.

Anche la seconda andò a fare shopping, acquistando vestiti per lui, un lettore CD/MP3, un cellulare ultima generazione, una televisione schermo piatto con dvd e sistema home theatre, scarpe da jogging, delle mazze da golf.
Di ritorno dall'uomo, gli disse:
Ho speso tutti i tuoi soldi per renderti felice. Tutto ciò, perché ti amo.


La terza prese i soldi e li investì in borsa...in tre giorni raddoppiò il proprio investimento, rese i 15.000 Euro all'uomo e gli disse:
- Ho investito i tuoi soldi ed ho guadagnato i miei. Ora sono libera, posso fare ciò che voglio col mio danaro e non dipendo più da te. Tutto ciò, perché ti amo.


Allora l'uomo si mise a riflettere.......

>>

>> riflettere..

>>


>> riflettere..

>>

>> riflettere..

>>

>> riflettere..


>> riflettere.. (gli uomini riflettono molto...)

>>

>> riflettere..

>>

>>

>> riflettere.. (gli uomini riflettono veramente tanto.)

>>
>>

<<>>
>>

>>

>> riflettere..

>>

>> riflettere..

>>
>>


>> Alla fine sposò quella che aveva le tette più grosse.

sabato 1 maggio 2010

3

1 de Mayo, fiesta del trabajo

Blog Widget by LinkWithin

Post Recenti

il blog di Pellescura